Epatiti, cirrosi, tumori e trapianti del fegato.
Tanti e buoni motivi per entrare nel piano sanitario
nazionale
Vivere con un virus come quello dell’epatite non è semplice, sia che si tratti di epatite B, sia di epatite C. Le problematiche dal punto di vista del paziente sono simili, con una lunga serie di spiacevoli conseguenze, in primo luogo da un punto di vista sociale: parliamo di discriminazioni, di problematiche nella vita di coppia, in ambito lavorativo, di ostacoli nelle relazioni ufficiali. Tutte queste difficoltà naturalmente si affiancano agli aspetti più strettamente legati alla salute.
Peraltro, in genere, inizialmente la compromissione della salute non viene percepita in tutta la sua importanza dal paziente, poiché in una prima fase (che può perdurare per molti anni) l’epatite C e B non danno grossi problemi da un punto di vista fisico. Spesso il paziente con un’epatite cronica si rende conto della gravità della situazione solo quando è ormai vicino alla cirrosi o comunque quando la malattia è florida e provoca sintomi. In questi casi, anche se il paziente può apparire in buone condizioni, la sua qualità di vita è compromessa.
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