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Le qualità nascoste. È lo slogan dei 100.000 libri stampati da Molteni&C per raccontare un mondo e una missione. 700.000 pannelli di legno prodotti in un anno, 7 al minuto. 1.000 kilometri di pannelli squadrati, pari alla distanza aerea tra Milano e Londra. Tecnologia, cultura del progetto e materia viva, il legno. Un sogno, le qualità nascoste. Come se immaginassimo di percorrere quella distanza in prima classe. Una realtà industriale che promuove e dà valore all'anima artigianale. Molteni è anche questo. Le star del design internazionale, da Jean Nouvel a Norman Foster, e i 300 tecnici specializzati che ogni mattina, alle 8, a piedi o in bicicletta, entrano in fabbrica, a Giussano, cuore della Brianza. 124.000 metri quadrati di creatività e ingegneria. Ciclo di produzione integrale e su ordinazione, costante attenzione a tutte le fasi di lavorazione. Il Made in Italy, storia e innovazione di un'idea imprenditoriale. Così, o quasi, dal 1934, quando Angelo Molteni ha cominciato a costruire la qualità. Oggi, accanto ai sistemi di arredo, come 505 o Pass, Molteni propone una collezione completa di arredi per la casa, dal tavolo Less all'armadio Gliss 5th, dalla libreria Graduate alla sedia Glove. E una divisione imbottiti che ha i numeri del fuoriclasse: 28.000 sedute prodotte in un anno, 150.000 metri di tessuto utilizzati, pari a 400 volte l’altezza dell’Empire State Building di New York. È con questi numeri, con la ricerca e l'innovazione, che Molteni&C esporta oggi il 55% dei suoi prodotti in più di 60 paesi, attraverso 350 punti vendita esteri, che si aggiungono ai 240 in Italia e a 26 negozi monomarca. Ma ancora non basta. Le star dell'architettura, per i loro progetti internazionali, cercano le qualità nascoste. E chiedono a Molteni&C di collaborare. Così sono nati grandi realizzazioni e prodotti, disegnati per l'eccellenza. Alberghi, musei, ospedali e teatri. Navi da crociera Cunard, Costa e Holland America, arredi per le boutique Cartier nel mondo, gli interni del Teatro La Fenice a Venezia. Dalla tecnologia dei colossi alla poesia dell'artigiano. “Dalla città al cucchiaio”, si potrebbe dire, con un'inversione della famosa epigrafe di Walter Gropius, fondatore del Bauhaus.
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